I crimini di guerra israeliani - 31/12/08
(3551 _READS) 
di Richard
Falk* – «The Nation»
Gli attacchi aerei sulla Striscia di Gaza rappresentano delle gravi e
massicce violazioni del diritto internazionale umanitario definito
dalle Convenzioni di Ginevra, sia in relazione agli obblighi di una
Potenza Occupante, sia ai requisiti del diritto bellico.
Tali violazioni
implicano:
• Punizione
collettiva: l’intera popolazione composta da un milione e
mezzo di persone che vivono nell’affollata Striscia di Gaza
viene punita per le azioni di pochi militanti.
• Civili come
obiettivo: gli attacchi aerei sono stati rivolti verso aree civili in
una delle porzioni di terra più affollate del mondo,
certamente la più popolata del Medio Oriente.
• Reazione
militare sproporzionata: Gli attacchi aerei non hanno soltanto
distrutto ogni ufficio di polizia e di sicurezza del governo eletto di
Gaza, ma hanno ucciso e ferito centinaia di civili; è stato
riferito che almeno uno dei bombardamenti ha colpito gruppi di studenti
in attesa di mezzi di trasporto da casa
all’università.
Le precedenti azioni israeliane, in particolare la completa sigillatura
della Striscia di Gaza in entrata e in uscita, hanno portato a una
grave scarsità di medicine e carburante (così
come di cibo), fino a causare l’impossibilità per
le ambulanze di soccorrere i feriti, l’incapacità
degli ospedali di fornire adeguatamente le medicine o le necessarie
attrezzature per i pazienti, e l’impossibilità per
i medici e gli altri operatori sanitari sotto assedio di Gaza ad
assistere sufficientemente le vittime.
Certamente gli attacchi con razzi contro obiettivi civili in Israele
sono illegali. Ma tale illegalità non fa sorgere in capo a
Israele, né in veste di Potenza Occupante né di
Stato sovrano, alcun diritto a violare il diritto internazionale
umanitario o commettere crimini di guerra o crimini contro
l’umanità nella sua reazione. Prendo atto che la
progressione di attacchi militari di Israele non ha reso i civili
israeliani più sicuri; al contrario, l’unico
israeliano ucciso oggi dopo la recrudescenza della violenza israeliana
è il primo da oltre un anno.
Israele ha altresì ignorato le recenti iniziative
diplomatiche di Hamas miranti a ristabilire la tregua o il cessate il
fuoco a partire dal suo termine del 26 dicembre
Gli attacchi aerei di oggi, con i catastrofici costi umani che hanno
causato, sfidano quei paesi che sono stati e restano complici, sia
direttamente sia indirettamente, nei confronti delle violazioni del
diritto internazionale da parte di Israele. Tale complicità
comprende quei paesi che notoriamente forniscono
l’equipaggiamento militare, tra cui aerei di guerra e missili
usati in questi attacchi illegali, così come quei paesi che
hanno sostenuto e partecipato nell’assedio di Gaza che di per
se stesso ha causato una catastrofe umanitaria.
Ricordo a tutti gli Stati Membri delle Nazioni Unite che
l’Onu continua a essere vincolata a un indipendente obbligo
di proteggere qualsiasi popolazione civile che si trovi a fronteggiare
massicce violazioni del diritto internazionale umanitario, a
prescindere da quale paese sia responsabile di tali violazioni. Faccio
appello a tutti gli Stati Membri, nonché a tutti i
funzionari e a ogni organo rilevante del sistema Onu,
affinché si muovano sulla base dell’emergenza non
solo per condannare le serie violazioni israeliane, ma per sviluppare
nuove misure volte a fornire una reale protezione del popolo
palestinese.
* Richard Falk,
professore emerito di diritto e pratica internazionale alla Princeton
University, è relatore speciale dell’Onu sui
diritti umani nei territori palestinesi occupati e fa parte del
comitato editoriale di «The Nation».
Fonte: http://www.thenation.com/doc/20090112/falk?rel=hp_currently
[29 dicembre 2008]
Traduzione di Pino Cabras
- Megachip
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